In giro per Torino

Una domenica pomeriggio di sole, una bicicletta e una macchina fotografica. Niente di meglio per scrollarsi di dosso la pigrizia e l’indolenza di giorni strani. Così ho gonfiato le gomme, ho inforcato gli occhiali scuri e ho pedalato forte, evitando pedoni, bambini e nuvole di palloncini a forma di Spongebob e Peppa Pig.

Il parco del Valentino, il Po, Piazza Castello e via Verdi. Un centro pieno di persone festanti (principalmente per questioni di calcio), folate di vento fresco e confusione. Tanta, tantissima confusione. Quanto basta per riportarmi a casa dopo neanche due ore di escursione. Ecco un breve riassunto per immagini.

canottieri

Lungo il Po

palazzo-nuovo

Palazzo Nuovo

 

teatro-regio

Teatro Regio

stazione tobike lungo po

stazione tobike lungo po

Annunci

Tornare a casa, secondo me

Tornare a casa per me coincide quasi sempre con i periodi di vacanza. Queste due settimane in Sicilia mi permettono di rivisitare i posti che sono stati della mia adolescenza (le spiagge, le vie del centro e della marina, i colli, il porto e la periferia), ma soprattutto mi lasciano libera di tornare a esplorare, toccare e vivere gli oggetti del passato, mio e della mia famiglia. Che restano qui, nonostante i chilometri, gli anni, le persone arrivate e andate via. Non sono forse implacabili gli oggetti della casa? Non portano forse con se stessi tutto il carico di ricordi, giornate e serate lontane?

Non ritengo di essere una persona nostalgica, tendo sempre al futuro, scordandomi spesso di prendere il presente così com’è. Però in certe giornate mi piace ricordare com’era la vita in questo posto, non poi così tanto tempo fa.

Tornare a casa, secondo me, è:

  • ritrovare la famiglia, cambiata forse, ma sempre la stessa,
  • ritrovare la pace di una casa lontana dal centro e dal frastuono,
  • parlare con mia madre e mia sorella come se niente fosse, come se davvero non fossero passati sei mesi,
  • avere tutto il tempo per leggere libri nuovi, nel silenzio del terrazzo,
  • avere tutto il tempo per sfogliare i libri già letti, sorridendo tra le pagine,
  • avere la possibilità di ritornare in mansarda a spulciare tra le cianfrusaglie e rinfrescare la memoria,
  • avere un giradischi e una collezione di vinili a disposizione.

Finalmente il piatto del vecchio stereo è stato riparato e oggi suono per voi Horses.
Buone vacanze, buon ritorno, buone scoperte.

Patti-Smith-Horses-vinyl

Di treni, mosche e spaziotempo

Un treno sporco lanciato nella notte. Facce stanche, corpi sprofondati sui sedili, gambe allungate alla ricerca di ristoro. L’umanità più diversa è sparsa su pochi vagoni, come persone in attesa del proprio turno dentro corridoi sudici, che non sboccano in alcuna stanza. Il tempo trascorso a viaggiare, in questo caso, a farsi trasportare da un mezzo di locomozione, sembra perso e buttato via per sempre. Sprecato, eppure necessario. Per alcuni “viaggianti” può rappresentare un’occasione di svago, un lungo momento di pausa in cui leggere finalmente qualche pagina del libro, che durante la settimana non si riesce neanche a sfiorare. Per altri, fautori del noto motto “il tempo è denaro”, il non-tempo trascorso su un treno, è sempre una buona occasione per lavorare.

Continua a leggere…