Di capre, uomini ed etimologia mattutina

Satiro di Rubens

Satiro di Rubens

Dialogo surreale n.1

Il bagno di casa, ore 7.18 am di un giorno qualunque.
I personaggi indossano pigiami di dubbio gusto e si preparano, semi dormienti, alle abluzioni quotidiane.

L: “Ma i satiri, facevano satira?”
Io: “I satiri si facevano le ninfe”
L: “Oh. Allora, perché si dice satira?”
Io: “Controllerò. Posso lavarmi i denti?”.

E ho controllato davvero. Il significato di “satira” come la intendiamo noi, ovvero il componimento letterario volto a dissacrare abitudini e difetti umani, ha origine dai Romani che  come al solito hanno saccheggiato i Greci. Sta tutto scritto qui, nella Treccani online.

L’etimologia fa derivare la parola dai satura, piatti o cesti pieni (saturi) di primizie che veniva offerto in dono agli dei; la parola ha poi ricoperto il significato più esteso del genere “istrionico” di una performance mista di recitazione, canto e danza.

A quanto pare, la parola satira è un false friend dell’italiano. Sembra derivare dalla figura del sàtiro, ma niente ha a che vedere con la sfacciata figura mitologica del mezzo capro, mezzo uomo. Peccato. Già me lo immaginavo. Un ebbro e rubicondo uomocapra che molesta indefesso le belle ninfe, facendo battute e lanciando punch line ad effetto. Putupùsh!

Momento, momento, momento… Ho un terribile dèja vu!

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