Cosa chiedete a un libro?

Un libro scorrevole: sintassi leggera, periodi brevi e linguaggio parlato. Scritto come se si stesse parlando. E già su questo mi ritrovo scettica. Ma il punto è: perché ci ho messo tre mesi a leggere “Betibù” di Claudia Pineiro?
Probabilmente perché non mi sono piaciuti i personaggi, o per meglio dire, non ho gradito il loro eccessivo essere stereotipi.
Nurit Iscar, la protagonista, è una scrittrice cinquantenne con alle spalle relazioni amorose fallite.
Jaime Brena, giornalista di una certa età dal glorioso passato di cronaca nera spodestato e relegato a scrivere pezzi di costume.
Il ragazzo della cronaca nera, senza nome, è il classico giovincello che aspira a diventare giornalista anche lui.
I tre diventano un’improbabile squadra investigativa alle prese di un caso che sembra avere sfaccettature più intricate delle apparenze. Il romanzo, edito Feltrinelli, è costituito da 301 pagine di cui troppe davvero prive di costrutto. Non mi piace che il senso di un libro sia racchiuso nelle ultime 35 pagine ma forse è un mio problema. E voi, cosa vi aspettate da un libro che si suppone sia un giallo? Un noir?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...