Incontri una persona buona

Capita delle volte, piuttosto raramente, di incontrare una persona genuinamente, disinteressatamente, buona. E’ quello che è successo a me, venerdì scorso, in treno. Gli incontri che si fanno durante i viaggi in treno hanno sempre qualcosa di affascinante. Nelle poche ore di viaggio sei forzato a condividere il tuo spazio vitale con persone che molto probabilmente non incontrerai mai più nel corso della tua vita. Essere costretti per qualche tempo all’interno della bolla prossemica di un altro, comporta meno inibizioni, meno ansie, meno aspettative. Leggevo uno dei libri per la mia tesi, segnando i passaggi più importanti con dei tagliandini colorati. Il signore di fronte al mio sedile, si era accomodato dopo aver messo la sua valigia nell’apposito scomparto sopra le nostre teste. Rubicondo e distinto, aveva perso il suo cappello a falde larghe nei vari tentativi di trovare una collocazione al suo bagaglio. Dopo aver recuperato il cappelo, si sedette trionfante. Intuivo che mi stava osservando ma di solito evito accuratamente ogni contatto con gli estranei. Sono un tipo molto socievole. Dal  movimento delle sue labbra ho capito che mi stava parlando, nonostante io avessi le cuffie del mio lettore mp3 ben impiantate nei padigliani auricolari. “Lei utilizza un sistema molto efficace per il suo studio. Associa ad ogni colore un significato?”. Ho dovuto deluderlo: metto i segnalini colorati casualmente, ma subito dopo l’ho rincuorato: “Però volendo si può associare ad ogni colore un particolare concetto”. Mi ha sorriso, era molto incuriosito ed entusiasmato. Mi ha messo di buon umore. “E’ per il suo lavoro?”. Gli spiego che è per la mia tesi, in attesa della fatidica domanda. “Su che argomento?”. Gli spiego che è una tesi di linguaggio radiofonico. “La radio è molto meglio della tv” asserisce convinto. Alla fine il simpatico signore gentile e buono, talmente entusiasta ed emozionato per la nostra brevissima conversazione esclama: “Allora, crepi il lupo”. Ho sorriso e ho risposto “Grazie”. Non ha neanche avuto bisogno di augurarmi “in bocca al lupo”. Per lui il lupo era già crepato, e questo per me è un segnale positivo. Poi io ho ripreso a studiare, lui si è messo a sonnecchiare. E io ho iniziato a riconsiderare la mia quasi totale diffidenza verso il genere umano.
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