Tutto prende un altro aspetto.

In uno dei miei rarissimi pomeriggi di annientamento televisivo mi sono imbattuta nella fiction prodotta dalla Rai su Coco Chanel del 2008. Grande approvazione, grande pubblico, grande menzogna! Una fiction che è pura reclame. Una romantica, sdolcinata versione della vita di questa donna che col suo mirabile talento ha saputo vendere la sua immagine, il suo stile e se stessa. La versione RAI della storia di Chanel è talmente zuccherosa e melliflua che quando arriva la parola “Fine” pensi davvero che “Coco” sia una specie di pasionaria, un’epica eorina del Secolo Breve, la vittima di un destino crudele. Il suo amato a un certo punto muore, dopo anni di rincorse. Poverina! Che sfortunata, che disgraziata. E la compassione sgorga a fiotti mista a una sensazione di stima. Che donna, né? Mi sembra di sentire un’amabile sciura torinese.

Poi succede che la tv ritorna a parlare di se stessa e delle sue fiction, avendo la pretesa di essere interessante. Forse solo io non ne ero al corrente ma la sdoganatrice dell’abbigliamento femminile, la rivoluzionaria Coco, colei che liberò la donna dal corsetto, non era nient’altro che una spia nazista. Coco Chanel venne arruolata dai servizi segreti tedeschi negli anni ’30 e, durante tutta l’ occupazione hitleriana della Francia, lavoro’ come spia per Hitler. Visse all’Hotel Ritz col suo amante tedesco (un generale nazista appena trentenne) quando Parigi bruciava. Evitò un processo per  collaborazionismo e spionaggio nel 1945 soltanto grazie a un suo amico importante (probabilmente Churchill).  
E poi succede che mi ritrovo a vedere Alfonso Signorini al Chiambretti Night che emana da ogni poro lodi sperticate per la suddetta Coco, il suo profumo, il suo tubino, la sua immancabile paglietta di tabacco tra le dita. Un quadretto delizioso. E quando Chiambretti gli fa presente che la donna in questione era una sorta di Mata Hari nazista antisemita, Signorini (personaggio che è stato investito non si sa perchè da una sorta di sacralità televisiva) quasi la giustifica: “Era molto attratta dagli uomini di potere”. Una piccolezza, insomma.
E voi, se doveste raccontare la vostra vita, quale piccolo dettaglio vi lascereste sfuggire? 


Chanel’s Nazi past left out of the new film



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2 pensieri su “Tutto prende un altro aspetto.

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